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mercoledì 3 luglio 2019

Acquisti ecologici

Il mio bottino di oggi comprende:
- spugnette compostabili
- spugnette per piatti prodotte al 100% con materiali riciclati: la parte assorbente proviene dalla spugna di vecchi divani o poltrone, la parte verde che serve a strofinare proviene da bottiglie in PET riciclate 
- guanti per lavare i piatti in gomma naturale fair trade, proveniente da piantagioni certificate FSC, vegani e biodegradabili
- l'acquisto di cui vado più orgogliosa: la carta forno compostabile. Incredbile ma vero: esiste!




La carta forno è sempre stato il mio punto debole: troppo pigra per imburrare le teglie ogni volta, la uso (e riuso, ogni foglio almeno due o tre volte) da anni, ma sempre con un piccolo senso di colpa. Era ancora una delle poche fonti di rifiuti indifferenziabili della mia cucina. Ma da oggi, non più. #maipiùsenza 

Tutto questo da Sacco Matto, negozio leggero in via Braccini 64, a Torino. Vi consiglio di andarci!




venerdì 5 aprile 2019

Acqua in ufficio

In un periodo di crisi ambientale come questo, trovo che l'idea di installare fontanelle di acqua negli uffici pubblici sia meritevole!

Fonte: TorinoOggi, 2 aprile 2019

Tonnellate di bottigliette di plastica risparmiate. Speriamo che questa abitudine si diffonda!





domenica 16 dicembre 2018

Elisa contro lo spreco alimentare

L'altro giorno ero al supermercato a fare la spesa e ho trovato sugli scaffali un prodotto già scaduto. La data di scadenza era luglio 2018 e trattandosi di un farinaceo confezionato non ho avuto dubbi sulla commestibilità e bontà del prodotto. (Dedicherò un post al tema delle date di scadenza ma intanto potete leggere qualcosa qui). 
Ho chiesto a un commesso se potevo acquistarlo a metà prezzo e mi è stato risposto che per regole aziendali nessun prodotto può uscire dal negozio ad un prezzo inferiore a quello di vendita. Non mi sono trattenuta e l'ho incalzato chiedendo se l'avrebbe buttato via (ovviamente conosco la risposta), e lui, visibilmente imbarazzato, si giustificava dicendo che non prende le decisioni ma rispetta solo le consegne ecc. ecc. 

L'ho fatto riflettere sull'idiozia, per me inaccettabile, del gettare un prodotto nella spazzatura piuttosto che venderlo a metà prezzo!!! Naturalmente non dipenderà (solo) da lui la scelta, ma io sono contenta di aver piantato un semino di consapevolezza.
 

Ed è anche per questo che sto aiutando Refood a prendere piede nella nostra città. Refood è un movimento di volontariato (al 100%) che recupera gli avanzi di cibo per donarli a chi ne ha bisogno. Il cibo è troppo prezioso per essere sprecato! Possiamo fare tanto per salvare il cibo: comprare meno, pianificare meglio, imparare a cucinare senza sprecare, regalarlo a qualcuno che ne ha bisogno, diventare volontari di un'associazione, ma vanno bene anche parrocchie, gruppi autonomi o tu, a piedi, con il tuo baracchino, che vai a offrire un pasto caldo a uno dei barboni dei portici.
Se anche solo una foglia di cavolo viene risparmiata alla spazzatura, hai già fatto tanto! Qualsiasi sforzo è utile.

Ah! Refood Torino cerca volontari... Venghino signori, venghino!






domenica 25 novembre 2018

Torino contro lo spreco alimentare

Porta Palazzo è il più grande mercato a cielo aperto d'Europa. Odori e colori sulle bancarelle e tra la gente, caos, voci e rumori, traffico di auto e di borse della spesa, prodotti di ogni tipo: è un'esperienza indimenticabile! Ma come in tutti i mercati, a metà giornata la piazza è invasa da una montagna di rifiuti.
La città di Torino ha implementato due idee per limitare questo problema. Da un lato la fornitura di cestini privati, grazie anche alla collaborazione con Novamont, agli ambulanti, per un più facile conferimento dell'umido. Dall'altra la distribuzione gratuita di frutta e verdura invenduti a famiglie bisognose: a fine mercato un gruppo di richiedenti asilo (perlopiù africani) si occupa di raccogliere e distribuire questa merce, un circolo virtuoso di mutuo soccorso, integrazione e lotta allo spreco alimentare.
A questo link potete vedere il video della bellissima iniziativa.


Immagine da "Eco dalle Città"

Insomma Porta Palazzo, cuore pulsante della città e della sostenibilità sociale e alimentare!



lunedì 16 ottobre 2017

Ecomori

Sapevate che Porta Palazzo è il mercato a cielo aperto più grande d'Europa?

Fonte web

Riuscite a immaginare quante tonnellate di cibo fresco e imballaggi vengano sprecate ogni giorno?


Fonte Eco dalle Città

Da qualche mese è arrivata la soluzione: si chiamano Ecomori, sono un gruppo di profughi, ospiti della città di Torino che, a titolo volontario, ogni giorno a fine mercato raccolgono gli avanzi di frutta e verdura fresca, abbandonata perché non abbastanza bella da vendere (ma non gettata nella spazzatura), ma ancora perfettamente commestibile. Allestiscono una bancarella di fronte alla fermata del tram e la regalano a chi passa di lì, a chi ne ha bisogno o a chi condivide questa filosofia antispreco. 
Oltre ai vantaggi ambientali, questa iniziativa ha un notevole impatto sociale: questi ragazzi si sentono utili, integrati nella comunità e i cittadini si fidano di loro. 

A questo link trovate altre informazioni. 
Speriamo che altre città avviino un progetto simile, io nel frattempo andrò a curiosare tra le bancarelle degli Ecomori. 




lunedì 11 settembre 2017

Doggie bag

Ai tempi degli antichi Romani, gli invitati a cena usavano portare, in taverna o a casa del proprio ospite, il proprio tovagliolo per pulirsi la bocca tra una portata e l'altra, al fine di non offendere gli altri commensali. A partire dal 6. secolo a.C. i tovaglioli iniziarono ad essere usati anche per impacchettare avanzi di cibo da portare a casa.


Questa tradizione si ritrova a partire dagli anni '40 negli Stati Uniti: con la carenza di cibo dovuta alla Seconda Guerra Mondiale, nessuno spreco alimentare era consentito, e chi possedeva animali era incoraggiato a recuperare qualsiasi avanzo per nutrirli. Nel 1943 divenne una vera e propria abitudine promossa inizialmente da un bar di San Francisco in un'iniziativa contro la crudeltà sugli animali, e poi velocemente diffusa in diverse città e locali pubblici. 

Poco per volta la gente iniziò a richiedere la doggie bag per sé e oggi negli Stati Uniti è una abitudine quotidiana (in alcuni posti non è neanche necessario richiederla).

By Jesse Rhodes, Smithsonian.com

In Francia la doggie bag è diventata obbligatoria da un paio di anni. Una rivoluzione anti-spreco! In Italia invece ci vergogniamo di chiederla (troppo pigri? Troppo snob?), ma per fortuna arriva una soluzione dal Conai: contenitori in materiale riciclato comodi e stilosi, da trasportare con orgoglio all'uscita dal ristorante.


Qui trovate la descrizione del progetto, che speriamo trovi grande diffusione in tutti i locali della penisola. Ma comunque anche senza un'elegante family bag, è nostro diritto richiedere il cibo avanzato... ed è un diritto del pianeta! 



mercoledì 15 giugno 2016

Più mozzichini per tutti

Le cicche per terra sono segno di inciviltà, maleducazione e menefreghismo.
Ci mettono almeno un paio d'anni a degradarsi. Se ne trovano tantissime per le strade delle città, con grande concentrazione intorno alle fermate degli autobus (sebbene di solito ci sia anche un cestino vicino alle fermate). Alcune finiscono nei tombini, col rischio di intasarli, altre vengono raccolte dai pazienti netturbini.


La città di Torino dice basta ai mozziconi per terra! E regala un simpatico gadget da portarsi dietro per raccogliere cenere e cicche. Ideale anche in spiaggia (se proprio non potete fare a meno di fumare anche lì!), visto che spesso le sigarette spente finiscono in mare con conseguenze devastanti per la fauna marina. 
Qui trovate le indicazioni per averne uno.


Ah! Ricordate di svuotarlo poi nell'indifferenziato.



mercoledì 9 marzo 2016

Keep calm and... dont' recycle!

Sì, sì, avete capito bene: non riciclare!
Non riciclare i rifiuti elettronici.
Perché?
I prodotti che possono essere riparati, dovrebbero essere riparati e non gettati né riciclati: riparare è sinonimo di risparmiare e di proteggere l'ambiente. E inoltre ci riporta in connessione con le nostre cose, gli oggetti che possediamo, che abbiamo acquistato e pagato, che abbiamo il diritto di usare, aggiustare e modificare a nostro piacimento. Sono questi i valori che hanno spinto a creare ifixit (nome provocatorio, in esplicita opposizione al gigante dell'elettronica che impedisce ai propri clienti di riparare autonomamente cellulari, tablet e quant'altro), una società che ripara e insegna a riparare.


Wiens, co-fondatore di ifixit ci ricorda che per la produzione di uno smartphone servono circa 50 elementi della tavola periodica, molti dei quali in quantità infinitesimali e la maggior parte dei quali non è recuperabile né riciclabile. “La plastica del tuo iPhone verrà convertita in plastica a basso gradiente e trasformata in una panchina nel parco, il che è un peccato perché è plastica di alto gradiente che potrebbe valere 30 dollari alla libbra, ma dopo essere stata riciclata, potrebbe valere 10 centesimi a libbra”.
Sì, riciclare è meglio che buttare nella spazzatura, ma la qualità del materiale ricavato sarà di molto inferiore rispetto ai materiali vergini. Ogni cellulare riparato è un cellulare in meno che verrà costruito sulla terra

Mentre la richiesta di elettronica aumenta, si scava sempre più in profondità nelle viscere della terra per estrarre materie prime come ferro, cobalto, litio, il che produce montagne di rifiuti (senza considerare i diritti e le condizioni di lavoro dei minatori!!): per estrarre circa 30 grammi d'oro si producono quasi 80 tonnellate di rifiuti!
Secondo Wiens “Le miniere e la produzione sono, in quest'ordine, le cose peggiori che abbiamo al mondo”.

Is your cell phone powered by child labor? - Foto di money.cnn.com

Dovremmo possedere oggetti che durano nel tempo e che ci fanno stare bene, che non finiscano nelle discariche dopo pochi mesi o anni di utilizzo. Non possiamo permetterci di fare ciò che è meno peggio, riciclando per lavarci la coscienza, dobbiamo fare ciò che è meglio per l'ambiente.


Ditch the throwaway economy. Join the repair revolution.



venerdì 5 febbraio 2016

Green Saint Valentine

Si avvicina la festa degli innamorati, quale periodo migliore per ricominciare a scrivere dopo una lunga pausa? Scrivere di amore, di rispetto, di cure. 
La mia proposta è quella di fare un dono all'ambiente, che di noi si prende cura sempre, senza (quasi) mai lamentarsi, indipendentemente da cosa gli stiamo combinando. E insieme a lui, farlo anche al nostro compagno/a: regalare un albero.


L'iniziativa è della Fondazione Villa Ghigi, si può scegliere e donare una pianta al loro meraviglioso parco, sulle colline bolognesi.
Qui trovate tutte le informazioni per farlo. 
Un regalo con il cuore! 


domenica 28 settembre 2014

Ri-scarpa

Scarpe vecchie, strette, fuori moda, consumate... anziché buttarle nel cassonetto indifferenziato, raccoglietele in un sacco e portatele in un contenitore Ri-scarpa.
Per chi abita a Città Giardino, ne trovate uno nell'ingresso della scuola Alvaro-Modigliani di via Balla 27.
In questo articolo Davide Brusa spiega molto bene in cosa consiste il suo progetto e come vengono recuperate le scarpe.

Che bella notizia! Un altro modo per ridurre i nostri rifiuti. Buona raccolta a tutti!





domenica 27 luglio 2014

Global Environment Day

In occasione della Giornata Internazionale dell'Ambiente, lo scorso 5 giugno, sono stata contattata dalla Schneider Electric, per organizzare una giornata di sensibilizzazione alla sostenibilità ambientale per i propri dipendenti.

Ho strutturato l'incontro in tre fasi:
- un breve video iniziale, che vi consiglio di guardare: è il trailer del film "Home", un confronto tra la meraviglia della natura e la devastazione che noi uomini abbiamo portato sulla terra.
- un workshop sulla raccolta differenziata "Dove lo butto?": individuare il cassonetto giusto nel quale conferire alcuni rifiuti comuni, sui quali ho notato che spesso i cittadini sono poco informati (ad esempio cd e custodie, piatti e bicchieri di plastica, scottex, tetrapak ecc.). Mi fa piacere riscontrare che questo gioco ha sempre molto successo e risulta sempre istruttivo!



- infine un'esplicitazione sul tema e successiva discussione con i partecipanti: dubbi, questioni, osservazioni e pareri su diversi temi: rifiuti, inquinamento di aria e acqua, deforestazione, sostenibilità alimentare, attività umane. Un quadro completo per renderci conto dell'impatto che stiamo avendo sul pianeta. 

 

L'obiettivo era quello di instillare in ciascuno la consapevolezza che ogni nostra azione quotidiana ha conseguenze importanti sul sistema naturale. Dalle diverse reazioni  suscitate nel pubblico - entusiasmo, polemiche, curiosità, concentrazione - deduco che un seme è stato piantato, speriamo che porti buoni frutti.
E speriamo anche che quest'ammirevole iniziativa, voluta da Schneider Electric e con la presenza di Legambiente, faccia da apripista a molte altre aziende, che decidano di impegnarsi attivamente sulle tematiche ambientali, per sensibilizzare i propri dipendenti, affinché siano cittadini e lavoratori più consapevoli.




sabato 19 luglio 2014

Saggezza cinese

Molte piccole cose,
fatte da molta piccola gente,
in molti piccoli luoghi,
possono cambiare la faccia della terra. 




martedì 8 luglio 2014

Coffee addicted?

Nel 2013 nella città di Torino sono state raccolte circa 440.000 tonnellate di rifiuti. Tra questi, oltre 21 tonnellate di capsule per le macchinette del caffè, aumentate del 55% rispetto al 2012!!!



Se vi piace il caffè, preparatelo in modo tradizionale, con una classica caffettiera all'italiana: si risparmia sulla bolletta e si evitano rifiuti (i fondi si buttano nell'organico ma in realtà si possono riutilizzare in diversi modi, per esempio come base per uno scrub o per concimare le piante), senza contare l'energia che serve per produrre le nefaste macchinette. Dal loro avvento la quantità di rifiuti solidi urbani è aumentata esponenzialmente: montagne di cialde popolano le discariche di tutta Italia!

Per fortuna esiste qualche idea per recuperarle, qualcuno ne fa originali gioielli. 

 

Amiat e Nespresso invece hanno avviato il progetto Ecolaboration per la raccolta, il recupero e il riciclo delle capsule da caffè Nespresso (per chi fosse interessato, si possono conferire nel negozio di via Roma).
L'alluminio di cui sono fatte viene recuperato al 100% (e può essere riciclato infinite volte) e il caffè residuo viene inviato a compostaggio per le coltivazioni di riso destinato da Nespresso al Banco Alimentare.





mercoledì 25 giugno 2014

Ripulire l'oceano

Abbiamo tutti sentito parlare della chiazza di plastica che galleggia da qualche parte nell'Oceano Pacifico. Sarà una leggenda metropolitana? Una coppia di amici appena tornati dal viaggio di nozze, mi racconta che sulle spiagge delle idilliache isolette maldiviane approdano quotidianamente rifiuti di tutti i tipi, trasportati dalle correnti marine.



Degli oltre 200 milioni di tonnellate di plastica prodotte ogni anno nel mondo, circa dieci milioni finiscono nei corsi d'acqua e in mare. Alcuni di questi rifiuti rimangono integri, mentre altri vengono ridotti in poltiglia a causa dei raggi UV e dell'azione logorante dell'acqua. 


Non si tratta di un accumulo confinato di rifiuti in un punto ben preciso della terra, bensì di agglomerati galleggianti composti da miliardi di microscopici frammenti di plastica e sostanze quali mercurio, scorie nucleari e chimiche: una massa velenosa che sta letteralmente soffocando i mari, uccidendo migliaia di specie, una distesa di plastica ormai sbriciolata, intorno a cui nuotano e vivono milioni di pesci e animali marini, che si nutrono inevitabilmente anche di quegli elementi tossici. Gli effetti sull’intera catena alimentare, e quindi anche su di noi, sono devastanti.

  

Sono stati proposti diversi metodi per ripulire i mari, ma pare che la soluzione sia in mano ad un ragazzo olandese: Boyan Slat ha inventato delle barriere fluttuanti che catturano passivamente i rifiuti mentre l’acqua ci passa attraverso. In questo articolo trovate i dettagli e un video realizzato dai ricercatori che collaborano volontariamente al progetto. Questo appassionato diciannovenne ha presentato "Ocean Cleanup" al TED e ha lanciato una campagna di raccolta fondi per sostenere la sua impresa, che è in realtà la nostra impresa, l'impresa di tutta l'umanità: noi abbiamo causato questo disastro, non possiamo restare a guardare.



mercoledì 11 giugno 2014

Ecotecnologie

Nel mondo ci sono due miliardi di persone che vivono in stato di povertà più o meno estrema. 
Per fortuna nel mondo ci sono anche alcuni milioni di persone impegnate nella solidarietà. 

Media e poteri istituzionali ignorano questa enorme impresa partecipativa di liberazione dalla miseria e continuano a investire in armi e guerre, che non fanno che alimentare il problema. Ma passo dopo passo si stanno raggiungendo risultati incredibili: esistono migliaia di soluzioni low cost innovative ed ingegnose che migliorano e migliorerebbero la qualità della vita e delle economie di moltissimi paesi, rispettando l'ambiente. E spesso lo strumento più potente per combattere la povertà sono i poveri stessi. Ad esempio i maggiori risultati contro la desertificazione sono stati ottenuti dai contadini che piantano nella sabbia lunghi filari di foglie intrecciate, su cui si deposita poco per volta la sabbia trasportata dal vento. E con queste barriere, alte fino a 4 metri, proteggono le coltivazioni dal vento del deserto, confinando allo stesso tempo gli effetti della desertificazione. La lampadina "dei poveri" ne è un altro ingegnoso esempio: una bottiglia di plastica piena d'acqua e qualche goccia di candeggina, luce solare, un foro nel tetto delle baracche e il gioco è fatto.


Il TED ha dedicato un'intera sezione a questo tema: Sustainability by design, un ciclo di incontri dedicati ad idee brillanti, innovative e sostenibili per migliorare la vita dell'uomo senza sprechi. Vi consiglio di ascoltarle tutte, sono appassionanti.

Il Nuovo Comitato Nobel per i disabili ha deciso di dare un contributo alla diffusione delle tecniche più efficienti, realizzando un catalogo di progetti ed invenzioni. Leggete sul loro sito di cosa si tratta e partecipate, se vi va.

giovedì 16 gennaio 2014

Doccia sostenibile

Per la serie “persone motivate e idee brillanti”, voglio presentarvi un altro progetto meritevole: si tratta di una doccia che permette di riciclare istantaneamente l’acqua risparmiandone così il 90% rispetto a una doccia normale. Tenete conto che per fare una doccia di 5 minuti si consumano dai 75 ai 90 litri di acqua.
In questo video, il ragazzo che l’ha inventata, spiega molto bene come funziona e sul suo sito orbital-systems.com trovate informazioni interessanti, tra cui il possibile risparmio sulla bolletta.



L’acqua lasciata scorrere inutilmente (lavandini e lavelli, vasche, docce…) finisce in un complicato sistema di depurazione con conseguenze onerose per il servizio idrico urbano (circa 60.000.000 € di investimento all’anno) e gli utenti stessi (la nostra bolletta). L’acqua viene infatti prelevata tramite l’acquedotto, potabilizzata, distribuita fino all’utenza, raccolta nelle condotte fognarie e depurata prima di essere reimmessa nell’ambiente e ricominciare il ciclo.


lunedì 6 gennaio 2014

SUGRU

In giro per il mondo esistono persone motivate e idee brillanti.
Vi presento “sugru”, un materiale portentoso, una sorta di patafix elevato a potenza, un chewing gum con i superpoteri. Guardate dal video che cosa è in grado di fare sugru.com
Troppi prodotti sono progettati male e per non durare (obsolescenza programmata): dobbiamo riprenderci il controllo delle cose che ci circondano, esplorandole, aggiustandole, migliorandole, e scoprire così il piacere di modellare la vita con le proprie mani, in contrapposizione ad un sistema che ci vuole schiavi dell’usa e getta.
Forse il futuro sta proprio qui: fare, rifare, modificare, riparare, riutilizzare, adattare, in pratica essere maker di se stessi.