Visualizzazione post con etichetta raccolta differenziata. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta raccolta differenziata. Mostra tutti i post

venerdì 15 marzo 2019

Italia Rifiuti Zero!

Sabato scorso, al Circolo dei Lettori, Rossano Ercolini ha presentato il suo ultimo libro: Rifiuti Zero.
Rossano è un maestro elementare, che con entusiasmo si è lanciato nel mondo della sostenibilità ambientale per sensibilizzare i propri concittadini alla riduzione di rifiuti, promuovendo una vita a spreco zero. Nel 2013 ha ricevuto il Goldman Environment Prize, una sorta di premio Nobel alternativo per l'ambiente.


Nel suo libro vengono presentati, con molta semplicità, i dieci passi per muoversi verso una vita a rifiuti zero, in pratica una rivoluzione ecologica.
Per quanto riguarda Torino, storicamente la raccolta differenziata è sempre stata un punto di forza, ma negli ultimi anni, a causa del termovalorizzatore, la percentuale del 42% è rimasta tristemente invariata. Ci vuole una marcia in più e semplici accorgimenti per aumentare questa cifra e dimostrare che dell'inceneritore non ce ne facciamo niente (anzi, ci danneggia!). 

Speriamo che le manifestazioni di oggi, 15 marzo #fridayforfuture diano uno scossone al mondo politico e a tutti i cittadini, rappresentanti di una riprovevole "inciviltà usa e getta" (cit. Ercolini).











domenica 25 novembre 2018

Torino contro lo spreco alimentare

Porta Palazzo è il più grande mercato a cielo aperto d'Europa. Odori e colori sulle bancarelle e tra la gente, caos, voci e rumori, traffico di auto e di borse della spesa, prodotti di ogni tipo: è un'esperienza indimenticabile! Ma come in tutti i mercati, a metà giornata la piazza è invasa da una montagna di rifiuti.
La città di Torino ha implementato due idee per limitare questo problema. Da un lato la fornitura di cestini privati, grazie anche alla collaborazione con Novamont, agli ambulanti, per un più facile conferimento dell'umido. Dall'altra la distribuzione gratuita di frutta e verdura invenduti a famiglie bisognose: a fine mercato un gruppo di richiedenti asilo (perlopiù africani) si occupa di raccogliere e distribuire questa merce, un circolo virtuoso di mutuo soccorso, integrazione e lotta allo spreco alimentare.
A questo link potete vedere il video della bellissima iniziativa.


Immagine da "Eco dalle Città"

Insomma Porta Palazzo, cuore pulsante della città e della sostenibilità sociale e alimentare!



lunedì 16 ottobre 2017

Ecomori

Sapevate che Porta Palazzo è il mercato a cielo aperto più grande d'Europa?

Fonte web

Riuscite a immaginare quante tonnellate di cibo fresco e imballaggi vengano sprecate ogni giorno?


Fonte Eco dalle Città

Da qualche mese è arrivata la soluzione: si chiamano Ecomori, sono un gruppo di profughi, ospiti della città di Torino che, a titolo volontario, ogni giorno a fine mercato raccolgono gli avanzi di frutta e verdura fresca, abbandonata perché non abbastanza bella da vendere (ma non gettata nella spazzatura), ma ancora perfettamente commestibile. Allestiscono una bancarella di fronte alla fermata del tram e la regalano a chi passa di lì, a chi ne ha bisogno o a chi condivide questa filosofia antispreco. 
Oltre ai vantaggi ambientali, questa iniziativa ha un notevole impatto sociale: questi ragazzi si sentono utili, integrati nella comunità e i cittadini si fidano di loro. 

A questo link trovate altre informazioni. 
Speriamo che altre città avviino un progetto simile, io nel frattempo andrò a curiosare tra le bancarelle degli Ecomori. 




mercoledì 4 maggio 2016

Riciclo tetrapack

Volete sapere come funziona il recupero dei flaconi in poliaccoppiato? (quelli che contengono latte, succhi di frutta ecc.)
Guardate questo bel video!


A Torino si buttano nella raccolta della carta (ben sciacquati e dopo aver eliminato il tappo che va nella raccolta della plastica), ma ogni comune ha le sue regole. Da verificare qui.



giovedì 11 febbraio 2016

Al mercato...

Stamattina, facendo la spesa al mercato, mi sono imbattuta in questo sacchetto. Trovo che sia bellissimo e ho deciso di condividerlo!


Riciclato, riciclabile, riutilizzabile (ad esempio per la raccolta dei rifiuti organici). E bello! Molto di più dei sacchetti in plastica (vera o finta che sia...).
Buona spesa a tutti :-)




lunedì 24 agosto 2015

Cassonetto differenziato... per il corpo del reato!

In Trentino fanno le cose sul serio! 
Un'amica di famiglia si è vista arrivare (a Torino) una multa per aver conferito un sacchetto di rifiuti nel cassonetto sbagliato (mentre era in vacanza nella sua casa di Fondo, provincia di Trento).
Come sono risaliti a lei? Hanno aperto il sacchetto, controllato il contenuto, trovato degli scontrini su cui era indicato il numero della tessera punti del supermercato vicino, intestata a lei.

Occhi sbarrati e bocca spalancata? La stessa reazione che ho avuto io in un primo momento!
Ma pensandoci bene, questo è forse l'unico modo per sensibilizzare a una buona raccolta differenziata. Finché non veniamo toccati nel portafogli, galleggiamo nella superficialità e nel menefreghismo. E non solo per quanto riguarda la protezione dell'ambiente. Impareremo il rispetto solo a forza di multe?

domenica 28 settembre 2014

Ri-scarpa

Scarpe vecchie, strette, fuori moda, consumate... anziché buttarle nel cassonetto indifferenziato, raccoglietele in un sacco e portatele in un contenitore Ri-scarpa.
Per chi abita a Città Giardino, ne trovate uno nell'ingresso della scuola Alvaro-Modigliani di via Balla 27.
In questo articolo Davide Brusa spiega molto bene in cosa consiste il suo progetto e come vengono recuperate le scarpe.

Che bella notizia! Un altro modo per ridurre i nostri rifiuti. Buona raccolta a tutti!





mercoledì 10 settembre 2014

Rovistare nei cassonetti

Vi segnalo questo articolo apparso qualche giorno fa sul Fatto Quotidiano: sapevate che chi rovista tra i rifiuti commette un reato? Eh sì, perché qualsiasi oggetto gettato in un cassonetto diventa di proprietà del Comune.
Mi viene spontaneo pensare che in realtà il Comune dovrebbe ringraziare chi lo fa, per almeno 4 buoni motivi: 
- perché recupera materiale ancora in buono stato sottraendolo alla discarica o all'inceneritore
- in questo modo aiuta il Comune stesso a limitare i costi di gestione della spazzatura
- alleggerisce il carico di "rifiuti" che deve sopportare l'ambiente (di tutto ciò che gettiamo solo il 20% può essere considerato rifiuto)
- sopperisce, almeno in parte, alle proprie esigenze, andando in fin dei conti a pesare meno sulle casse pubbliche (per alcuni è questione di sopravvivenza).

Forse sarebbe meglio dedicarsi alla formazione dei cittadini affinché migliorino le proprie abitudini di recupero e facciano una corretta raccolta differenziata, e concentrare le proprie forze contro chi spreca, contro chi getta cibo ancora commestibile, contro i padroni dei cani che non raccolgono gli escrementi dai marciapiedi, contro chi getta mozziconi e scontrini a terra, contro chi imbratta muri e mezzi pubblici...
Rispettare la città per farne un posto migliore.



sabato 14 giugno 2014

Raccolta differenziata al Politecnico

Immaginate centinaia di uffici e migliaia di studenti, ricercatori, impiegati a cui corrispondono tonnellate di appunti, documenti, lattine e bottigliette.
Fino a qualche tempo fa, nella Cittadella Politecnica di Torino, tutto questo veniva gettato in un unico contenitore dell'immondizia, ma finalmente la raccolta differenziata è arrivata anche qui. Amiat ha esteso il servizio “porta a porta” anche al quartiere Crocetta.


Per celebrare e sostenere questa novità, il Vice Rettore del Politenico ha inviato un messaggio a tutto il personale invitare tutti a contribuire attivamente alla raccolta differenziata. Il servizio interno di raccolta rifiuti è stato riorganizzato: numerosi contenitori sono già disponibili sia nelle aree comuni sia negli spazi utilizzati dal personale interno dell’Ateneo, inoltre sono stati divulgati materiali informativi e sono state predisposte isole ecologiche per favorire il corretto conferimento dei rifiuti e agevolarne il ritiro da parte di Amiat. Una piantina è disponibile online per individuare questi punti di raccolta.
Per il futuro è previsto anche il coinvolgimento delle altre sedi del Politecnico diffuse sul territorio.

Finalmente si diffonde la cultura del riciclo: Torino si differenzia, un passo alla volta!



martedì 6 maggio 2014

Servizio "alla carta"

Ormai i cestini gialli sottobuca sono famosi in tutta la città: sono il simbolo inconfondibile di Cartesio.


Il servizio Cartesio, della cooperativa Arcobaleno, è la prima esperienza in Italia di raccolta porta a porta: raccoglie e trasporta la carta della raccolta differenziata, per conto di Amiat.
Ogni giorno si muovono in Torino 130 mezzi e 140 operatori di raccolta. La raccolta della carta avviene in tutte le zone della città (compreso il centro e la collina) almeno una volta alla settimana, ma a volte anche 6 giorni su 7.
Gli operatori di Cartesio sono specializzati ad esempio nella raccolta porta a porta, che richiede la delicatezza del contatto con i cittadini e la conoscenza approfondita di cortili, vicoli, androni ecc.;  ma hanno anche un’attenzione particolare nel selezionare eventuale materiale fuori posto (rifiuti che non andrebbero gettati nel cestino della carta, impurità e sporcizia…).

Ultimamente, parte dei cestini gialli sono stati soppiantati dai cassonetti carrellati (con coperchio giallo) che si trovano nei cortili di molti condomini  per la raccolta differenziata porta a porta: questo passaggio ha causato un peggioramento della qualità del prodotto conferito, perché il cittadino non si preoccupa più del decoro (che era obbligatorio nell’androne) e perché non lo sente come un obbligo, ma come una “buona azione”: poco male se non è perfetta, è comunque una buona azione.
La qualità è molto peggiore anche rispetto ai cassonetti gialli con le feritoie (ancora presenti in molti quartieri), frequentati solitamente solo da cittadini molto motivati, che spesso devono percorrere qualche centinaia di metri per buttare il loro sacco.


Il porta a porta è, sì, una comodità (ancora sconosciuta a molti), ma sta portando a un impoverimento della raccolta, che è più svogliata e meno attenta.
Per un futuro migliore possiamo provare ad impegnarci un po’ di più nella selezione e nel conferimento dei nostri rifiuti, almeno per il rispetto di chi, come gli operatori Cartesio, lavora quotidianamente e diligentemente al nostro servizio. 



venerdì 28 febbraio 2014

Novità dal mondo della raccolta differenziata

La direttiva europea (direttiva 94/62/CE) prevede che i cittadini possano conferire nel cassonetto della plastica solo gli imballaggi, il che esclude tutti quegli oggetti che sono di plastica ma non rientrano nella categoria.
Per fortuna qualcosa sta cambiando: ad esempio da maggio 2012 piatti e bicchieri di plastica (ma non le posate... mondo assurdo!) possono essere buttati nel cassonetto della plastica. Fate attenzione a distinguerli da quelli di carta o in mater-bi.


E dal 1 gennaio 2014 anche gli appendiabiti (grucce) sono ufficialmente riciclabili. Naturalmente ad ogni gruccia il suo cassonetto: plastica, metallo o altro. 




sabato 15 febbraio 2014

La sfida dell'indifferenziato

Oggi, 15 febbraio 2014 ho gettato il primo sacchetto di indifferenziato dell’anno.
E un sacchetto neanche tanto grosso. Avete presente quelle buste che danno al supermercato per frutta e verdura? Più o meno di quelle dimensioni.
Se riesco a mantenere questo ritmo, in un anno avrò prodotto al massimo 8-10 sacchetti. Meno di uno al mese. I migliori in questo campo ne producono uno o due all’anno, ma è comunque un buon risultato. E voi, li avete mai contati? Il sacchetto è lanciato, chi raccoglia la sfida? Vediamo a fine 2014 chi ha prodotto meno rifiuti non recuperabili.

Alcuni consigli per migliorare la performance (sulla base della mia esperienza):
- tendo ad acquistare prodotti con imballi ridotti al minimo (ad esempio la scatolina di cartoncino del dentifricio non è indispensabile, così come la confezione di cartone del riso…) o almeno imballi differenziabili, in cui siano evidenti e facilmente separabili le parti in plastica, carta o vetro/alluminio
- limito l’uso di oggetti non recuperabili come ad esempio cd e dvd (salvo tutto su hard disk o in cloud)
- utilizzo uno spazzolino con testina intercambiabile
- in cucina uso spugnette lavabili o biodegradibili (si trovano nei negozi bio)
- utilizzo il meno possibile lo scottex (sì, in quantità limitate si può gettare nel cassonetto dell’organico, ma può compromettere la qualità del compost che se ne ricava)
- non utilizzo assorbenti, bensì la coppetta mestruale (un approfondimento nel prossimo post)
- riutilizzo il più possibile tutto il possibile, ad esempio lavo diverse volte la carta forno (il prossimo passo sarà eliminarla del tutto)
- non stampo foto (la carta fotografica non si ricicla, come neppure la carta chimica degli scontrini, ma quelli, sì, li chiedo!)
- frequento l’ecocentro, il che significa che una volta ogni tanto vado a portare pile (sempre meglio se sono ricaricabili), tappi di sughero, farmaci, lampadine, ferraglia varia o apparecchi elettrici, che ho raccolto nel frattempo.
In qualsiasi caso, ricordate che il lavabile è sempre meglio dell’usa e getta, il riciclabile è sempre meglio del non recuperabile e il rifiuto non prodotto è sempre meglio di tutto.

E voi? Quali sono i vostri consigli in merito?

Naturalmente aspetto degli sfidanti ;-)

P.S. Non vale buttare a casaccio nei cassonetti della raccolta differenziata, pur di limitare la quantità di non recuperabili.


lunedì 9 dicembre 2013

Consigli natalizi

Ed ecco a voi i consigli di Casa Wiwa per un Natale sostenibile: più ecologico, più equo e solidale, più sano.
Buone feste a tutti!



DEQUOlogo natalizio

  1. PRESEPE: rappresentazione della nascita di Gesù bambino, messaggio di pace e speranza declinato nelle tradizioni e culture dei 5 Continenti. Un viaggio di unità e diversità che affascina e arricchisce, riportandoci al nostro essere umani prima che cittadini di un qualche dove.
  2. ALBERO: in alternativa all’abete vero e al classico albero in PVC vi proponiamo soluzioni in feltro e altre fibre naturali che durano a lungo e pesano poco sull’equilibrio ambiente se non addirittura lo rimpinguano come ORESTE il seme di abete che ama le FORESTE.
  3. DECORAZIONI E ILLUMINAZIONI: bando alla plastica e via libera agli addobbi in legno, ceramica, stoffa e fibre naturali, ma anche in carta riciclata per di più provenienti dal commercio equo&solidale. Parte dell’atmosfera del Natale è la luce, ma quella artificiale è fredda e molto cara, nulla a che vedere con quella  magica delle candele.
  4. PRANZI E CENONI: spazio allo sfuso, locale, biologico…e per i prodotti esotici, come datteri, cioccolato, caffè, ecc. che siano equi&solidali. E perché non sperimentare un menù nonviolento e di pace, provando almeno a eliminare carne e pesce? Gli sprechi alimentari sono tra le voci più insostenibili del periodo natalizio. Calibriamo le spese…tanto di fame non si muore e magari ci alzeremo da tavola “leggeri”, e se proprio avanza qualcosa date spazio alla creatività, inventando gustose ricette con gli avanzi.
  5. REGALI: si può optare per doni etici, ecologici, utili, per tutti i gusti e le tasche; realizzati nel rispetto dell’ambiente e dei lavoratori, come i prodotti del commercio equo&solidale, delle cooperative sociali, di piccoli produttori locali o regalando un’esperienza di turismo responsabile.
  6. PACCHETTI: scegliete di far divenire il pacchetto stesso parte del dono, impiegando cesti, sacchetti di stoffa per lo sfuso, carta di giornale, rafia, bottoni, scatole…
  7. SHOPPING: lasciate la macchina a casa e preferite una passeggiata a piedi, in bici o con i mezzi pubblici.
  8. AUGURI: spazio ai contenuti e per i supporti possiamo ridurre la produzione di ulteriori rifiuti scrivendo sul pacchetto, usando carta di recupero o almeno scegliendo biglietti di carta riciclata o artigianali del commercio equo&solidale.

lunedì 28 ottobre 2013

Raccolta differenziata a Torino

In termini di raccolta differenziata Torino registra ottimi risultati rispetto ad altre città in Italia, anche grazie al sistema della raccolta porta a porta, che coinvolge circa 400.000 cittadini.
Nel 2012  il 42,2% dei nostri rifiuti è stato raccolto in modo differenziato e dunque avviato al recupero invece che essere smaltito in discarica. Nei  12 quartieri in cui è attivo il porta a porta questa percentuale è arrivata a una media del 60% circa (fonte Amiat).
Tuttavia ci sono ancora troppe zone in cui i cassonetti separati non esistono o sono sotto-utilizzati.
In centro per esempio, non si trovano cassonetti per la raccolta dell’umido o della plastica e pochi palazzi hanno i raccoglitori per la carta. Bar e locali sono gli unici ad avere un cassonetto per il vetro.
In zone come il quartiere San Paolo non c’è la raccolta porta a porta e i cassonetti differenziati sono in numero  molto limitato e a notevole distanza l’uno dall’altro, il che distoglie molti cittadini dall’utilizzarli.
Con risultati vergognosi: odori sgradevoli, degrado e sporcizia non imbrattano solo le strade del sud Italia, come ci hanno abituato a credere i media, le stesse immagini si possono trovare anche qui.
Il problema della raccolta dei rifiuti è molto più vicino di quello che pensiamo. Se vogliamo evitare di finire nella stessa spiacevole situazione, dobbiamo fare qualcosa. È necessario l’impegno di tutti per sgravare il lavoro dei netturbini e il livello delle discariche.

Qualche consiglio pratico:
- Nel 2012 abbiamo prodotto a Torino 458.560 tonnellate di rifiuti, pari a circa 503kg per abitante. Nelle nostre case possiamo iniziare a diminuire la quantità di spazzatura che produciamo con qualche piccolo accorgimento.
·         Quando si fa la spesa, privilegiare prodotti con confezioni limitate o inesistenti. Molti prodotti sono confezionati in sacchetti di plastica, successivamente chiusi in un astuccio di cartone (riso e cereali, dentifricio, prodotti da forno come fette biscottate, biscotti, schiacciatine ecc.): non lasciatevi abbagliare dai colori dell’astuccio esterno, è del tutto inutile!
·         Comprare frutta e verdura al mercato è l’ideale: gli unici imballaggi sono i sacchetti di carta che possono essere utilizzati per raccogliere l’umido e i sacchetti di plastica per il secco.
- A Torino nel 2012 sono state raccolte 11.573 tonnellate di plastica (bottiglie d’acqua, flaconi dei detersivi e dei prodotti per l’igiene, imballaggi). La plastica è allo stesso tempo benedizione e maledizione dei nostri tempi. È l’emblema della praticità delle nostre vite, ma è anche il cancro della terra. Dobbiamo ridurne drasticamente l’utilizzo:
·         Si può bere l’acqua del rubinetto o delle caraffe filtranti (preferire le aziende che ritirano i filtri e li recuperano).
·         È sufficiente un contenitore da riempire alla spina per ammorbidente, detersivo per i piatti, detersivo per la lavatrice (eventualmente un secondo contenitore da tenere per sicurezza ed evitare di ritrovarsi senza detergente).
·         Si possono acquistare prodotti in formato famiglia per limitare le confezioni.
·         Inoltre come consumatori abbiamo un potere di cui non ci rendiamo conto: se rifiutiamo di comprare prodotti i cui imballaggi sono enormemente più grossi (ed inutili), come ad esempio i prodotti high-tech, i produttori saranno costretti a riproporre confezioni più limitate. Dobbiamo esserne convinti, il cambiamento parte da noi: siamo tanti e possiamo metterli alle strette se rifiutiamo le insostenibili logiche commerciali.
- Procurarsi dei contenitori molto grossi (da mettere magari sul balcone) in cui raccogliere plastica, vetro e carta, in modo da dedicare solo 2 o 3 volte al mese per svuotarli nel cassonetto più vicino. Ovviamente l’ideale sarebbe andarci a piedi, ma se i cassonetti sono troppo lontani o i contenitori troppo grossi, si può approfittare di un’uscita obbligata in auto e fare una deviazione.

Per concludere vi segnalo uno strumento utile e poco conosciuto per migliorare la nsotra raccolta differenziata: Dizionario dei rifiuti