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venerdì 7 giugno 2019

L'estate sta arrivando...

Vacanze in vista! Chi non vede l'ora di sdraiarsi su una spiaggia per rilassarsi, abbronzarsi e... fare castelli di rifiuti! Eh sì, perché da una recente indagine di Legambiente (rapporto Beach Litter 2019) sulle spiagge italiane si trovano "968 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia" 😱

I rifiuti più ritrovati sono in generale pezzi di plastica e polistirolo, e poi tappi di bottiglia, mozziconi di sigarette, cotton fioc, bottigliette e stoviglie di plastica. 
Ma quello che si trova in spiaggia è solo una piccola parte di ciò in realtà entra nell'intero ecosistema marino. 



Possiamo attribuire la colpa solo in parte a una carenza dei sistemi depurativi, perché la prima buona pratica è quella di non gettare i nostri rifiuti nel wc (cotton fioc, assorbenti igienici ma anche i più apparentemente innocui come il filo interdentale), oltre alla più ovvia di evitare di abbandonare i nostri resti sulla spiaggia (possibile che non riusciamo a rinunciare ai bicchieri di plastica e sopratutto a raccoglierli?????).


Quest'estate portiamo in spiaggia la voglia di rilassarci ma soprattutto il rispetto, la civiltà e le buone abidutini che ci costano poco ma valgono tanto!
Qui trovate parecchie informazioni sul Beach Litter Report e qui sotto un bel decalogo da portarsi in vacanza!




mercoledì 25 giugno 2014

Ripulire l'oceano

Abbiamo tutti sentito parlare della chiazza di plastica che galleggia da qualche parte nell'Oceano Pacifico. Sarà una leggenda metropolitana? Una coppia di amici appena tornati dal viaggio di nozze, mi racconta che sulle spiagge delle idilliache isolette maldiviane approdano quotidianamente rifiuti di tutti i tipi, trasportati dalle correnti marine.



Degli oltre 200 milioni di tonnellate di plastica prodotte ogni anno nel mondo, circa dieci milioni finiscono nei corsi d'acqua e in mare. Alcuni di questi rifiuti rimangono integri, mentre altri vengono ridotti in poltiglia a causa dei raggi UV e dell'azione logorante dell'acqua. 


Non si tratta di un accumulo confinato di rifiuti in un punto ben preciso della terra, bensì di agglomerati galleggianti composti da miliardi di microscopici frammenti di plastica e sostanze quali mercurio, scorie nucleari e chimiche: una massa velenosa che sta letteralmente soffocando i mari, uccidendo migliaia di specie, una distesa di plastica ormai sbriciolata, intorno a cui nuotano e vivono milioni di pesci e animali marini, che si nutrono inevitabilmente anche di quegli elementi tossici. Gli effetti sull’intera catena alimentare, e quindi anche su di noi, sono devastanti.

  

Sono stati proposti diversi metodi per ripulire i mari, ma pare che la soluzione sia in mano ad un ragazzo olandese: Boyan Slat ha inventato delle barriere fluttuanti che catturano passivamente i rifiuti mentre l’acqua ci passa attraverso. In questo articolo trovate i dettagli e un video realizzato dai ricercatori che collaborano volontariamente al progetto. Questo appassionato diciannovenne ha presentato "Ocean Cleanup" al TED e ha lanciato una campagna di raccolta fondi per sostenere la sua impresa, che è in realtà la nostra impresa, l'impresa di tutta l'umanità: noi abbiamo causato questo disastro, non possiamo restare a guardare.