martedì 10 febbraio 2015

Appuntamento al buio

Quale occasione per migliore per ricominciare a scrivere di buone pratiche ambientali dopo una lunga pausa?
Torna "M'illumino di meno": appuntamento al 13 febbraio 2015 per festeggiare il risparmio energetico.
Diversi comuni aderiscono a M’illumino di meno, limitando o spegnendo simbolicamente l'illuminazione in alcune zone cittadine. Anche Torino partecipa con due progetti: “Together 2020”, che prevede di attivare interventi di riqualificazione energetica degli edifici pubblici e “Green School – La scuola come incubatore per la crescita di una coscienza ambientale delle nuove generazioni”. che intende favorire l'efficientamento energetico del patrimonio edilizio scolastico e la gestione degli edifici secondo criteri di sostenibilità ambientale, economica e sociale. L'Istituto Avogadro di Torino e l'Istituto Maxwell di Nichelino partecipano al progetto di ricerca come casi pilota.


Come cittadini possiamo contribuire alla giornata limitando il più possibile l'utilizzo di energia elettrica in casa. Ma le buone abitudini sono valide tutto l'anno:
- spegnere le luci quando non servono;
- non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici;
- sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l'aria;
- mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l'acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola;
- ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria;
- non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni;
- utilizzare l'automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.



giovedì 23 ottobre 2014

Obsolescenza programmata

Sappiamo tutti che stiamo andando incontro a dei seri problemi ambientali che coinvolgono l'umanità e pensiamo che la tecnologia possa aiutarci, almeno in parte, a ridimensionare questi problemi.
Ma spesso queste nuove soluzioni sono solo una scappatoia per non dover ripensare le nostre abitudini e il nostro modo di vivere.
Ne abbiamo continue conferme nella vita quotidiana, ad esempio con gli elettrodomestici, che dovrebbero essere sempre più efficienti e consumare sempre meno energia.


Questo però non si traduce né in un risparmio in termini economici per i consumatori né in emissioni inquinanti inferiori, perché da un lato gli elettrodomestici di classe A, A+ costano di più di quelli di classi inferiori (e il risparmio in termini di consumo energetico non compensa questa spesa maggiore), dall'altro un frigorifero moderno dura molto meno di quanto durava uno "vecchio", addirittura una decina di anni in meno: una volta nessuno cambiava il frigorifero o la lavatrice prima di almeno 20 anni, oggi sembrano (o sono realmente) programmati per durare al massimo la durata della garanzia. Infine, ci vuole comunque molta più energia (e denaro) per costruire e smaltire due o tre elettrodomestici al posto di uno.
L'efficientamento energetico sembra quindi sottostare alle logiche del mercato piuttosto che alla reale esigenza di consumare e inquinare meno.


L'obsolescenza programmata è lo strumento principale per alimentare questo ciclo di consumi senza fine. Quando un oggetto viene progettato e costruito si ipotizza che debba durare il meno possibile, affinché possa essere sostituito al più presto da uno nuovo. 
Non c'è nulla di sostenibile in questo tipo di innovazione. Non è in questa tecnologia, così com'è programmata oggi, che troveremo una soluzione ai nostri problemi.

Per approfondire l'argomento vi consiglio di guardare questo documentario.



domenica 28 settembre 2014

Ri-scarpa

Scarpe vecchie, strette, fuori moda, consumate... anziché buttarle nel cassonetto indifferenziato, raccoglietele in un sacco e portatele in un contenitore Ri-scarpa.
Per chi abita a Città Giardino, ne trovate uno nell'ingresso della scuola Alvaro-Modigliani di via Balla 27.
In questo articolo Davide Brusa spiega molto bene in cosa consiste il suo progetto e come vengono recuperate le scarpe.

Che bella notizia! Un altro modo per ridurre i nostri rifiuti. Buona raccolta a tutti!





mercoledì 10 settembre 2014

Rovistare nei cassonetti

Vi segnalo questo articolo apparso qualche giorno fa sul Fatto Quotidianosapevate che chi rovista tra i rifiuti commette un reato? Eh sì, perché qualsiasi oggetto gettato in un cassonetto diventa di proprietà del Comune.
Mi viene spontaneo pensare che in realtà il Comune dovrebbe ringraziare chi lo fa, per almeno 4 buoni motivi: 
- perché recupera materiale ancora in buono stato sottraendolo alla discarica o all'inceneritore
- in questo modo aiuta il Comune stesso a limitare i costi di gestione della spazzatura
- alleggerisce il carico di "rifiuti" che deve sopportare l'ambiente (di tutto ciò che gettiamo solo il 20% può essere considerato rifiuto)
- sopperisce, almeno in parte, alle proprie esigenze, andando in fin dei conti a pesare meno sulle casse pubbliche (per alcuni è questione di sopravvivenza).

Forse sarebbe meglio dedicarsi alla formazione dei cittadini affinché migliorino le proprie abitudini di recupero e facciano una corretta raccolta differenziata, e concentrare le proprie forze contro chi spreca, contro chi getta cibo ancora commestibile, contro i padroni dei cani che non raccolgono gli escrementi dai marciapiedi, contro chi getta mozziconi e scontrini a terra, contro chi imbratta muri e mezzi pubblici...
Rispettare la città per farne un posto migliore.



domenica 27 luglio 2014

Global Environment Day

In occasione della Giornata Internazionale dell'Ambiente, lo scorso 5 giugno, sono stata contattata dalla Schneider Electric, per organizzare una giornata di sensibilizzazione alla sostenibilità ambientale per i propri dipendenti.

Ho strutturato l'incontro in tre fasi:
- un breve video iniziale, che vi consiglio di guardare: è il trailer del film "Home", un confronto tra la meraviglia della natura e la devastazione che noi uomini abbiamo portato sulla terra.
- un workshop sulla raccolta differenziata "Dove lo butto?": individuare il cassonetto giusto nel quale conferire alcuni rifiuti comuni, sui quali ho notato che spesso i cittadini sono poco informati (ad esempio cd e custodie, piatti e bicchieri di plastica, scottex, tetrapak ecc.). Mi fa piacere riscontrare che questo gioco ha sempre molto successo e risulta sempre istruttivo!



- infine un'esplicitazione sul tema e successiva discussione con i partecipanti: dubbi, questioni, osservazioni e pareri su diversi temi: rifiuti, inquinamento di aria e acqua, deforestazione, sostenibilità alimentare, attività umane. Un quadro completo per renderci conto dell'impatto che stiamo avendo sul pianeta. 

 

L'obiettivo era quello di instillare in ciascuno la consapevolezza che ogni nostra azione quotidiana ha conseguenze importanti sul sistema naturale. Dalle diverse reazioni  suscitate nel pubblico - entusiasmo, polemiche, curiosità, concentrazione - deduco che un seme è stato piantato, speriamo che porti buoni frutti.
E speriamo anche che quest'ammirevole iniziativa, voluta da Schneider Electric e con la presenza di Legambiente, faccia da apripista a molte altre aziende, che decidano di impegnarsi attivamente sulle tematiche ambientali, per sensibilizzare i propri dipendenti, affinché siano cittadini e lavoratori più consapevoli.




sabato 19 luglio 2014

Saggezza cinese

Molte piccole cose,
fatte da molta piccola gente,
in molti piccoli luoghi,
possono cambiare la faccia della terra.