Google+ Followers

giovedì 23 ottobre 2014

Obsolescenza programmata

Sappiamo tutti che stiamo andando incontro a dei seri problemi ambientali che coinvolgono l'umanità e pensiamo che la tecnologia possa aiutarci, almeno in parte, a ridimensionare questi problemi.
Ma spesso queste nuove soluzioni sono solo una scappatoia per non dover ripensare le nostre abitudini e il nostro modo di vivere.
Ne abbiamo continue conferme nella vita quotidiana, ad esempio con gli elettrodomestici, che dovrebbero essere sempre più efficienti e consumare sempre meno energia.


Questo però non si traduce né in un risparmio in termini economici per i consumatori né in emissioni inquinanti inferiori, perché da un lato gli elettrodomestici di classe A, A+ costano di più di quelli di classi inferiori (e il risparmio in termini di consumo energetico non compensa questa spesa maggiore), dall'altro un frigorifero moderno dura molto meno di quanto durava uno "vecchio", addirittura una decina di anni in meno: una volta nessuno cambiava il frigorifero o la lavatrice prima di almeno 20 anni, oggi sembrano (o sono realmente) programmati per durare al massimo la durata della garanzia. Infine, ci vuole comunque molta più energia (e denaro) per costruire e smaltire due o tre elettrodomestici al posto di uno.
L'efficientamento energetico sembra quindi sottostare alle logiche del mercato piuttosto che alla reale esigenza di consumare e inquinare meno.


L'obsolescenza programmata è lo strumento principale per alimentare questo ciclo di consumi senza fine. Quando un oggetto viene progettato e costruito si ipotizza che debba durare il meno possibile, affinché possa essere sostituito al più presto da uno nuovo. 
Non c'è nulla di sostenibile in questo tipo di innovazione. Non è in questa tecnologia, così com'è programmata oggi, che troveremo una soluzione ai nostri problemi.

Per approfondire l'argomento vi consiglio di guardare questo documentario.



domenica 28 settembre 2014

Ri-scarpa

Scarpe vecchie, strette, fuori moda, consumate... anziché buttarle nel cassonetto indifferenziato, raccoglietele in un sacco e portatele in un contenitore Ri-scarpa.
Per chi abita a Città Giardino, ne trovate uno nell'ingresso della scuola Alvaro-Modigliani di via Balla 27.
In questo articolo Davide Brusa spiega molto bene in cosa consiste il suo progetto e come vengono recuperate le scarpe.

Che bella notizia! Un altro modo per ridurre i nostri rifiuti. Buona raccolta a tutti!





mercoledì 10 settembre 2014

Rovistare nei cassonetti

Vi segnalo questo articolo apparso qualche giorno fa sul Fatto Quotidianosapevate che chi rovista tra i rifiuti commette un reato? Eh sì, perché qualsiasi oggetto gettato in un cassonetto diventa di proprietà del Comune.
Mi viene spontaneo pensare che in realtà il Comune dovrebbe ringraziare chi lo fa, per almeno 4 buoni motivi: 
- perché recupera materiale ancora in buono stato sottraendolo alla discarica o all'inceneritore
- in questo modo aiuta il Comune stesso a limitare i costi di gestione della spazzatura
- alleggerisce il carico di "rifiuti" che deve sopportare l'ambiente (di tutto ciò che gettiamo solo il 20% può essere considerato rifiuto)
- sopperisce, almeno in parte, alle proprie esigenze, andando in fin dei conti a pesare meno sulle casse pubbliche (per alcuni è questione di sopravvivenza).

Forse sarebbe meglio dedicarsi alla formazione dei cittadini affinché migliorino le proprie abitudini di recupero e facciano una corretta raccolta differenziata, e concentrare le proprie forze contro chi spreca, contro chi getta cibo ancora commestibile, contro i padroni dei cani che non raccolgono gli escrementi dai marciapiedi, contro chi getta mozziconi e scontrini a terra, contro chi imbratta muri e mezzi pubblici...
Rispettare la città per farne un posto migliore.



domenica 27 luglio 2014

Global Environment Day

In occasione della Giornata Internazionale dell'Ambiente, lo scorso 5 giugno, sono stata contattata dalla Schneider Electric, per organizzare una giornata di sensibilizzazione alla sostenibilità ambientale per i propri dipendenti.

Ho strutturato l'incontro in tre fasi:
- un breve video iniziale, che vi consiglio di guardare: è il trailer del film "Home", un confronto tra la meraviglia della natura e la devastazione che noi uomini abbiamo portato sulla terra.
- un workshop sulla raccolta differenziata "Dove lo butto?": individuare il cassonetto giusto nel quale conferire alcuni rifiuti comuni, sui quali ho notato che spesso i cittadini sono poco informati (ad esempio cd e custodie, piatti e bicchieri di plastica, scottex, tetrapak ecc.). Mi fa piacere riscontrare che questo gioco ha sempre molto successo e risulta sempre istruttivo!



- infine un'esplicitazione sul tema e successiva discussione con i partecipanti: dubbi, questioni, osservazioni e pareri su diversi temi: rifiuti, inquinamento di aria e acqua, deforestazione, sostenibilità alimentare, attività umane. Un quadro completo per renderci conto dell'impatto che stiamo avendo sul pianeta. 

 

L'obiettivo era quello di instillare in ciascuno la consapevolezza che ogni nostra azione quotidiana ha conseguenze importanti sul sistema naturale. Dalle diverse reazioni  suscitate nel pubblico - entusiasmo, polemiche, curiosità, concentrazione - deduco che un seme è stato piantato, speriamo che porti buoni frutti.
E speriamo anche che quest'ammirevole iniziativa, voluta da Schneider Electric e con la presenza di Legambiente, faccia da apripista a molte altre aziende, che decidano di impegnarsi attivamente sulle tematiche ambientali, per sensibilizzare i propri dipendenti, affinché siano cittadini e lavoratori più consapevoli.




sabato 19 luglio 2014

Saggezza cinese

Molte piccole cose,
fatte da molta piccola gente,
in molti piccoli luoghi,
possono cambiare la faccia della terra. 




martedì 8 luglio 2014

Coffee addicted?

Nel 2013 nella città di Torino sono state raccolte circa 440.000 tonnellate di rifiuti. Tra questi, oltre 21 tonnellate di capsule per le macchinette del caffè, aumentate del 55% rispetto al 2012!!!



Se vi piace il caffè, preparatelo in modo tradizionale, con una classica caffettiera all'italiana: si risparmia sulla bolletta e si evitano rifiuti (i fondi si buttano nell'organico ma in realtà si possono riutilizzare in diversi modi, per esempio come base per uno scrub o per concimare le piante), senza contare l'energia che serve per produrre le nefaste macchinette. Dal loro avvento la quantità di rifiuti solidi urbani è aumentata esponenzialmente: montagne di cialde popolano le discariche di tutta Italia!

Per fortuna esiste qualche idea per recuperarle, qualcuno ne fa originali gioielli. 

 

Amiat e Nespresso invece hanno avviato il progetto Ecolaboration per la raccolta, il recupero e il riciclo delle capsule da caffè Nespresso (per chi fosse interessato, si possono conferire nel negozio di via Roma).
L'alluminio di cui sono fatte viene recuperato al 100% (e può essere riciclato infinite volte) e il caffè residuo viene inviato a compostaggio per le coltivazioni di riso destinato da Nespresso al Banco Alimentare.





giovedì 3 luglio 2014

Pile

L'energia che serve per produrre una pila è 50 volte maggiore dell'energia prodotta dalla pila stessa!
Inoltre anche le pile cosiddette verdi contengono zinco, carbonio, cloruro di mercurio e manganese. 


Ne ho sempre usate poche, ma d'ora in poi credo che le eviterò del tutto. D'altronde non sono indispensabili. 
Pensateci! E se per caso non poteste proprio farne a meno, portatele all'ecocentro per lo smaltimento!



mercoledì 25 giugno 2014

Ripulire l'oceano

Abbiamo tutti sentito parlare della chiazza di plastica che galleggia da qualche parte nell'Oceano Pacifico. Sarà una leggenda metropolitana? Una coppia di amici appena tornati dal viaggio di nozze, mi racconta che sulle spiagge delle idilliache isolette maldiviane approdano quotidianamente rifiuti di tutti i tipi, trasportati dalle correnti marine.



Degli oltre 200 milioni di tonnellate di plastica prodotte ogni anno nel mondo, circa dieci milioni finiscono nei corsi d'acqua e in mare. Alcuni di questi rifiuti rimangono integri, mentre altri vengono ridotti in poltiglia a causa dei raggi UV e dell'azione logorante dell'acqua. 


Non si tratta di un accumulo confinato di rifiuti in un punto ben preciso della terra, bensì di agglomerati galleggianti composti da miliardi di microscopici frammenti di plastica e sostanze quali mercurio, scorie nucleari e chimiche: una massa velenosa che sta letteralmente soffocando i mari, uccidendo migliaia di specie, una distesa di plastica ormai sbriciolata, intorno a cui nuotano e vivono milioni di pesci e animali marini, che si nutrono inevitabilmente anche di quegli elementi tossici. Gli effetti sull’intera catena alimentare, e quindi anche su di noi, sono devastanti.

  

Sono stati proposti diversi metodi per ripulire i mari, ma pare che la soluzione sia in mano ad un ragazzo olandese: Boyan Slat ha inventato delle barriere fluttuanti che catturano passivamente i rifiuti mentre l’acqua ci passa attraverso. In questo articolo trovate i dettagli e un video realizzato dai ricercatori che collaborano volontariamente al progetto. Questo appassionato diciannovenne ha presentato "Ocean Cleanup" al TED e ha lanciato una campagna di raccolta fondi per sostenere la sua impresa, che è in realtà la nostra impresa, l'impresa di tutta l'umanità: noi abbiamo causato questo disastro, non possiamo restare a guardare.



sabato 14 giugno 2014

Raccolta differenziata al Politecnico

Immaginate centinaia di uffici e migliaia di studenti, ricercatori, impiegati a cui corrispondono tonnellate di appunti, documenti, lattine e bottigliette.
Fino a qualche tempo fa, nella Cittadella Politecnica di Torino, tutto questo veniva gettato in un unico contenitore dell'immondizia, ma finalmente la raccolta differenziata è arrivata anche qui. Amiat ha esteso il servizio “porta a porta” anche al quartiere Crocetta.


Per celebrare e sostenere questa novità, il Vice Rettore del Politenico ha inviato un messaggio a tutto il personale invitare tutti a contribuire attivamente alla raccolta differenziata. Il servizio interno di raccolta rifiuti è stato riorganizzato: numerosi contenitori sono già disponibili sia nelle aree comuni sia negli spazi utilizzati dal personale interno dell’Ateneo, inoltre sono stati divulgati materiali informativi e sono state predisposte isole ecologiche per favorire il corretto conferimento dei rifiuti e agevolarne il ritiro da parte di Amiat. Una piantina è disponibile online per individuare questi punti di raccolta.
Per il futuro è previsto anche il coinvolgimento delle altre sedi del Politecnico diffuse sul territorio.

Finalmente si diffonde la cultura del riciclo: Torino si differenzia, un passo alla volta!



mercoledì 11 giugno 2014

Ecotecnologie

Nel mondo ci sono due miliardi di persone che vivono in stato di povertà più o meno estrema. 
Per fortuna nel mondo ci sono anche alcuni milioni di persone impegnate nella solidarietà. 

Media e poteri istituzionali ignorano questa enorme impresa partecipativa di liberazione dalla miseria e continuano a investire in armi e guerre, che non fanno che alimentare il problema. Ma passo dopo passo si stanno raggiungendo risultati incredibili: esistono migliaia di soluzioni low cost innovative ed ingegnose che migliorano e migliorerebbero la qualità della vita e delle economie di moltissimi paesi, rispettando l'ambiente. E spesso lo strumento più potente per combattere la povertà sono i poveri stessi. Ad esempio i maggiori risultati contro la desertificazione sono stati ottenuti dai contadini che piantano nella sabbia lunghi filari di foglie intrecciate, su cui si deposita poco per volta la sabbia trasportata dal vento. E con queste barriere, alte fino a 4 metri, proteggono le coltivazioni dal vento del deserto, confinando allo stesso tempo gli effetti della desertificazione. La lampadina "dei poveri" ne è un altro ingegnoso esempio: una bottiglia di plastica piena d'acqua e qualche goccia di candeggina, luce solare, un foro nel tetto delle baracche e il gioco è fatto.


Il TED ha dedicato un'intera sezione a questo tema: Sustainability by design, un ciclo di incontri dedicati ad idee brillanti, innovative e sostenibili per migliorare la vita dell'uomo senza sprechi. Vi consiglio di ascoltarle tutte, sono appassionanti.

Il Nuovo Comitato Nobel per i disabili ha deciso di dare un contributo alla diffusione delle tecniche più efficienti, realizzando un catalogo di progetti ed invenzioni. Leggete sul loro sito di cosa si tratta e partecipate, se vi va.

martedì 6 maggio 2014

Servizio "alla carta"

Ormai i cestini gialli sottobuca sono famosi in tutta la città: sono il simbolo inconfondibile di Cartesio.


Il servizio Cartesio, della cooperativa Arcobaleno, è la prima esperienza in Italia di raccolta porta a porta: raccoglie e trasporta la carta della raccolta differenziata, per conto di Amiat.
Ogni giorno si muovono in Torino 130 mezzi e 140 operatori di raccolta. La raccolta della carta avviene in tutte le zone della città (compreso il centro e la collina) almeno una volta alla settimana, ma a volte anche 6 giorni su 7.
Gli operatori di Cartesio sono specializzati ad esempio nella raccolta porta a porta, che richiede la delicatezza del contatto con i cittadini e la conoscenza approfondita di cortili, vicoli, androni ecc.;  ma hanno anche un’attenzione particolare nel selezionare eventuale materiale fuori posto (rifiuti che non andrebbero gettati nel cestino della carta, impurità e sporcizia…).

Ultimamente, parte dei cestini gialli sono stati soppiantati dai cassonetti carrellati (con coperchio giallo) che si trovano nei cortili di molti condomini  per la raccolta differenziata porta a porta: questo passaggio ha causato un peggioramento della qualità del prodotto conferito, perché il cittadino non si preoccupa più del decoro (che era obbligatorio nell’androne) e perché non lo sente come un obbligo, ma come una “buona azione”: poco male se non è perfetta, è comunque una buona azione.
La qualità è molto peggiore anche rispetto ai cassonetti gialli con le feritoie (ancora presenti in molti quartieri), frequentati solitamente solo da cittadini molto motivati, che spesso devono percorrere qualche centinaia di metri per buttare il loro sacco.


Il porta a porta è, sì, una comodità (ancora sconosciuta a molti), ma sta portando a un impoverimento della raccolta, che è più svogliata e meno attenta.
Per un futuro migliore possiamo provare ad impegnarci un po’ di più nella selezione e nel conferimento dei nostri rifiuti, almeno per il rispetto di chi, come gli operatori Cartesio, lavora quotidianamente e diligentemente al nostro servizio. 



martedì 1 aprile 2014

What did you do last weekend? I created a company in 54 hours!

Io ho partecipato allo Startup weekend, un evento di portata internazionale durante il quale si lavora sullo sviluppo di un’idea di business e si costruiscono le basi per fondare una startup.
Ho aderito ad un’idea che mi è piaciuta da subito e che risponde molto bene ai miei interessi: “Merende diverse”, un servizio di preparazione e consegna di merende sane per bambini affetti da intolleranze o allergie alimentari. E dopo 54 ore di impegno, condivisione, discussioni e divertimento il nostro super-team è stato premiato. “Merende diverse” ha vinto il primo premio! 



Il fenomeno della celiachia e delle intolleranze in generale è sempre più diffuso, ma sono tante anche le persone che pur non avendone effettiva necessità, si avvicinano a una alimentazione più sana e più semplice e che sentono la necessità di maggiore informazione e formazione al riguardo. Tutto questo ha un impatto anche a livello ambientale: un maggiore utilizzo di prodotti vegetali e una diminuzione o eliminazione dei prodotti di origine animale, attenzione alla stagionalità, preferenza per il biologico e tecniche di coltivazione più sicure per la salute. Insomma sostenibilità alimentare per una maggiore sostenibilità ambientale.
Vi terrò aggiornati sull’andamento di questa nuova avventura.
Per il momento, buona merenda a tutti!



mercoledì 26 marzo 2014

Trashed

Una decina di giorni fa, su decisione del gruppo Animalincittà e con la collaborazione del Comitato Rifiuti Zero di Torino, è stato proiettato nel nostro quartiere "Trashed", un film-documentario del 2012, voluto e diretto da Jeremy Irons, che investiga sul problema dei rifiuti nel mondo.


Ho avuto l'onore di fare una piccola presentazione introduttiva, durante la quale ho cercato di evidenziare il pericolo al quale sottoponiamo la terra con la nostra spazzatura. Per il mondo nel quale viviamo oggi, trasformare tutto ciò che possediamo in spazzatura è sinonimo di benessere, ma questa assurdità ci ha portato a vivere di superfluo e per produrre il superfluo distruggiamo quello che è essenziale: aria, acqua, suolo. 

La serata ha avuto un grande successo e una affluenza numerosa, il che ci fa sperare che la sensibilità sul tema stia aumentando tra i cittadini e che siamo pronti per abbattere l'attuale modello di consumo e privilegiare uno stile di vita più parsimonioso e rispettoso della natura. 




giovedì 13 marzo 2014

Perché compro lo yogurt (anzi BIOgurt) tedesco

Perché oltre a essere buono e biologico, è intelligente. Guardate qui:


Di questa confezione è facilissimo togliere l’etichetta in cartone (che non è incollata, ma solo incastrata) e separare i vari pezzi: plastica, carta, alluminio.
Come consumatori possiamo dimostrare le nostre preferenze di acquisto e invogliare le aziende ad essere più attente a come producono e imballano ciò che ci vendono. Buoni acquisti!


martedì 11 marzo 2014

La raccolta degli occhiali usati

Ma lo sapevate che si possono recuperare gli occhiali usati? Se avete occhiali da vista e da sole non più utilizzati perché non adatti o fuori moda, portateli all’ecocentro. Da lì vengono poi consegnati al Centro Italiano Lions per laRaccolta degli Occhiali Usati e successivamente distribuiti a persone che ne hanno bisogno nei paesi in via di sviluppo. Nel 2013 a Torino sono stati raccolti 1000 paia di occhiali usati.

Che bella notizia!


lunedì 3 marzo 2014

Spazzatour

Nel novembre 2011 Report ha dedicato una puntata all’inchiesta sul traffico illecito di rifiuti “Spazzatour” di Emilio Casalini. Sabato il giornalista era alla Fondazione Mirafiore, a Serralunga d’Alba, per parlarne.


Vi invito a guardare il video che in qualche minuto riassume la situazione: rifiuti speciali ed elettronici spariscono dall’Italia e arrivano in Cina, dove vengono trattati e smaltiti senza alcun criterio o norma, ma soprattutto senza il minimo buonsenso. Da questi si ricava materia prima di pessima qualità, che spesso contiene ancora sostanze tossiche, e che viene usata per produrre nuovi oggetti, dalle scarpe ai giocattoli. Non solo, l’acqua utilizzata per il lavaggio dei rifiuti viene liberamente scaricata nei canali che irrigano la verdura, poi esportata in Europa. Così i nostri stessi rifiuti ci tornano indietro sotto diverse forme. 
Insomma, un intero sistema ne viene malamente condizionato e danneggiato.


E le conseguenze peggiori sono sulle nostre vite: vogliamo davvero usare scarpe, regalare giocattoli, mangiare cibo che costano molto di più dei pochi euro che tiriamo fuori dal portafogli?


venerdì 28 febbraio 2014

Novità dal mondo della raccolta differenziata

La direttiva europea (direttiva 94/62/CE) prevede che i cittadini possano conferire nel cassonetto della plastica solo gli imballaggi, il che esclude tutti quegli oggetti che sono di plastica ma non rientrano nella categoria.
Per fortuna qualcosa sta cambiando: ad esempio da maggio 2012 piatti e bicchieri di plastica (ma non le posate... mondo assurdo!) possono essere buttati nel cassonetto della plastica. Fate attenzione a distinguerli da quelli di carta o in mater-bi.


E dal 1 gennaio 2014 anche gli appendiabiti (grucce) sono ufficialmente riciclabili. Naturalmente ad ogni gruccia il suo cassonetto: plastica, metallo o altro. 




domenica 23 febbraio 2014

Coppette e dintorni

Nei primi (circa) 3 anni della loro vita i bambini consumano oltre 6.000 pannolini (circa 1 tonnellata).
Una donna ha le mestruazioni per 30-35 anni della sua vita 4-5 giorni ogni mese.
I pannolini, per adulti e bambini, sono i rifiuti solidi urbani quantitativamente più numerosi e impiegano diverse centinaia di anni per degradarsi completamente perché composti da diversi materiali accoppiati.
La Provincia di Torino ha più volte cercato di diminuire i pannolini usa e getta, sia per i bambini che per gli adulti, con sovvenzioni e finanziamenti, ma il problema rimane.
In Veneto un progetto sperimentale, che sarebbe dovuto partire a fine 2012, avrebbe previsto il conferimento dei pannolini presso il centro riciclo Vedelago, che ne ricaverebbe materie prime seconde: plastica per arredi urbani e altri oggetti e la componente organico-cellulosica per cartoni da imballaggio.
Tuttavia, il progetto non è ancora partito effettivamente, e per quanto lodevole, vi ricordo che il riciclo è un valido strumento, ma non la soluzione. Il nostro sforzo dovrebbe essere quello di limitare il più possibile i rifiuti che produciamo.
Esistono diverse alternative: pannolini lavabili per donne e bambini e la coppetta mestruale.


A questo proposito vi segnalo un blog interessantissimo, Lunethica, gestito da 4 ragazze torinesi, che raccontano, spiegano, risolvono dubbi e incoraggiano. Non solo, organizzano gruppi di acquisto che permettono di risparmiare ancora di più sulla coppetta (che è già un risparmio di per sé).
Andate a curiosare tra i loro post e iniziate a seguire i loro consigli, così potrete competere nella sfida dell’indifferenziato!


sabato 15 febbraio 2014

La sfida dell'indifferenziato

Oggi, 15 febbraio 2014 ho gettato il primo sacchetto di indifferenziato dell’anno.
E un sacchetto neanche tanto grosso. Avete presente quelle buste che danno al supermercato per frutta e verdura? Più o meno di quelle dimensioni.
Se riesco a mantenere questo ritmo, in un anno avrò prodotto al massimo 8-10 sacchetti. Meno di uno al mese. I migliori in questo campo ne producono uno o due all’anno, ma è comunque un buon risultato. E voi, li avete mai contati? Il sacchetto è lanciato, chi raccoglia la sfida? Vediamo a fine 2014 chi ha prodotto meno rifiuti non recuperabili.

Alcuni consigli per migliorare la performance (sulla base della mia esperienza):
- tendo ad acquistare prodotti con imballi ridotti al minimo (ad esempio la scatolina di cartoncino del dentifricio non è indispensabile, così come la confezione di cartone del riso…) o almeno imballi differenziabili, in cui siano evidenti e facilmente separabili le parti in plastica, carta o vetro/alluminio
- limito l’uso di oggetti non recuperabili come ad esempio cd e dvd (salvo tutto su hard disk o in cloud)
- utilizzo uno spazzolino con testina intercambiabile
- in cucina uso spugnette lavabili o biodegradibili (si trovano nei negozi bio)
- utilizzo il meno possibile lo scottex (sì, in quantità limitate si può gettare nel cassonetto dell’organico, ma può compromettere la qualità del compost che se ne ricava)
- non utilizzo assorbenti, bensì la coppetta mestruale (un approfondimento nel prossimo post)
- riutilizzo il più possibile tutto il possibile, ad esempio lavo diverse volte la carta forno (il prossimo passo sarà eliminarla del tutto)
- non stampo foto (la carta fotografica non si ricicla, come neppure la carta chimica degli scontrini, ma quelli, sì, li chiedo!)
- frequento l’ecocentro, il che significa che una volta ogni tanto vado a portare pile (sempre meglio se sono ricaricabili), tappi di sughero, farmaci, lampadine, ferraglia varia o apparecchi elettrici, che ho raccolto nel frattempo.
In qualsiasi caso, ricordate che il lavabile è sempre meglio dell’usa e getta, il riciclabile è sempre meglio del non recuperabile e il rifiuto non prodotto è sempre meglio di tutto.

E voi? Quali sono i vostri consigli in merito?

Naturalmente aspetto degli sfidanti ;-)

P.S. Non vale buttare a casaccio nei cassonetti della raccolta differenziata, pur di limitare la quantità di non recuperabili.


martedì 11 febbraio 2014

San Valentino ecologico

Lo sapevate che la produzione di 1 kWh elettrico (consumo di una lampadina da 100W accesa per 10 ore) comporta l’emissione in atmosfera  di circa 400 g di anidride carbonica?
E che per garantire la potenza elettrica di una stufetta attraverso la potenza muscolare umana, sarebbero necessarie 50 persone?

Anche quest'anno torna l'iniziativa "M'illumino di meno" promossa da Caterpillar (Rai Radio 2).
Vi invito ad aderire, spegnendo luci, apparecchi elettrici, stand-by... dalle 18 alle 19:30 di venerdì prossimo.
Un'ora e mezza rappresenta una sfida ragionevole, magari l'inizio di una buona abitudine a non abusare dell'energia elettrica.


Cominciamo così: per una sera rendiamo Torino più silenziosa, più misteriosa, più romantica. D'altronde è San Valentino, una cena al lume di candela ci sta a pennello!


mercoledì 5 febbraio 2014

LOVE FOOD HATE WASTE

Hungry planet è un’inchiesta fotografica che raccoglie immagini provenienti da diversi paesi del mondo: quanto mangiamo  in una settimana?



E quanto sprechiamo in una settimana? Ho già dedicato un post al problema dello spreco alimentare, ma ci tengo a ribadire il concetto. Troppo cibo ancora in buone condizioni viene gettato: le risorse della terra, le diseguaglianze tra popoli e il nostro senso etico non ce lo permettono.
Come cittadini e abitanti di questo pianeta, non abbiamo solo diritti, ma anche delle responsabilità, in particolare quella di rispettare l’acqua e il cibo, che ci garantiscono la vita.
Regione Piemonte è uno dei promotori del progetto Una buona occasione, che vuole sensibilizzare i consumatori sulla lotta allo spreco alimentare. Sul sito trovate informazioni utili (per esempio conoscete la differenza tra “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”?) e la possibilità di condividere esperienze e buone pratiche sul tema.  

Acquisti consapevoli, attenzione alla dispensa, condivisione e confronto: eliminare dal dizionario la parola spreco!


giovedì 16 gennaio 2014

Doccia sostenibile

Per la serie “persone motivate e idee brillanti”, voglio presentarvi un altro progetto meritevole: si tratta di una doccia che permette di riciclare istantaneamente l’acqua risparmiandone così il 90% rispetto a una doccia normale. Tenete conto che per fare una doccia di 5 minuti si consumano dai 75 ai 90 litri di acqua.
In questo video, il ragazzo che l’ha inventata, spiega molto bene come funziona e sul suo sito orbital-systems.com trovate informazioni interessanti, tra cui il possibile risparmio sulla bolletta.



L’acqua lasciata scorrere inutilmente (lavandini e lavelli, vasche, docce…) finisce in un complicato sistema di depurazione con conseguenze onerose per il servizio idrico urbano (circa 60.000.000 € di investimento all’anno) e gli utenti stessi (la nostra bolletta). L’acqua viene infatti prelevata tramite l’acquedotto, potabilizzata, distribuita fino all’utenza, raccolta nelle condotte fognarie e depurata prima di essere reimmessa nell’ambiente e ricominciare il ciclo.


lunedì 6 gennaio 2014

SUGRU

In giro per il mondo esistono persone motivate e idee brillanti.
Vi presento “sugru”, un materiale portentoso, una sorta di patafix elevato a potenza, un chewing gum con i superpoteri. Guardate dal video che cosa è in grado di fare sugru.com
Troppi prodotti sono progettati male e per non durare (obsolescenza programmata): dobbiamo riprenderci il controllo delle cose che ci circondano, esplorandole, aggiustandole, migliorandole, e scoprire così il piacere di modellare la vita con le proprie mani, in contrapposizione ad un sistema che ci vuole schiavi dell’usa e getta.
Forse il futuro sta proprio qui: fare, rifare, modificare, riparare, riutilizzare, adattare, in pratica essere maker di se stessi.


giovedì 2 gennaio 2014

Ecologico è economico

La sostenibilità ambientale è anche sostenibilità economica: il rispetto per l’ambiente può (e deve) essere rispetto per noi stessi, per la nostra vita quotidiana… e per il portafogli, ad esempio chiudere il rubinetto quando ci si lavano i denti non è solo un’abitudine green, ma è anche conveniente.
Qui sotto trovate qualche idea.

- Cosmetici fai-da-te: ne hai sempre sentito parlare ma non hai mai provato? Sono facili, veloci e molto più salutari ed economici di qualsiasi prodotto comprato in negozio. Qualche esempio: lo yogurt scaduto è un trattamento nutriente per il viso; miele e sale grosso diventano scrub; i fondi del caffè mischiati con zucchero grezzo e olio d’oliva sono ideali per tonificare la pelle.
- Se è il momento di rinnovare gli elettrodomestici, sceglierli in classe A+++ è scontato, ma esistono altri accorgimenti, ad esempio collegare la lavatrice al rubinetto dell’acqua calda. Vi suggerisco di leggere questo post per capire meglio di che si tratta. Oppure evitare l’ammorbidente, costoso ed altamente inquinante, e preferire aceto con un paio di gocce di olio essenziale. Per il detersivo, date un’occhiata al mio post di novembre.
- Usate il bicarbonato ovunque possibile: per pulire e lavare, per deodorare, per l’igiene personale, per digerire, per cucinare ecc. ecc. Curiosi?
- Lo sanno tutti, ma ripeterlo non fa male: la benzina costa troppo, sia al portafogli che all’ambiente, perché ostinarsi a usare l’auto se non necessaria? Se andare in bici non fa per voi, ritrovate il piacere di camminare per le strade, scoprendo più da vicino cose e persone, oppure prendete i mezzi pubblici, che in fondo, qui a Torino, non sono così male.

Qualcuno ha altri consigli?